I monaci cistercensi e le birre trappiste

I monaci cistercensi e le birre trappiste

Oggi mi vengono in mente quei quadri antichi che raffigurano le birre e i monaci cistercensi intenti nell’arte della birrificazione.

Birra monaci
Too Much, Edward von Grutzner

La storia dei monaci mi ha sempre affascinata moltissimo, da quando ero bambina e, a scuola, ci raccontavano di persone solitarie, lontane dalla mondanità.

Un monaco di Norcia, che ho ascoltato di recente, raccontava di quanto la preghiera possa essere ritenuta inutile e superflua come la birra, del resto.

Si può vivere senza birra e senza preghiera.

Molte cose potrebbero essere tolte, si potrebbe ridurre la vita all’osso, alla nuda vita. Ci si potrebbe chiedere allora: qual è il nocciolo? Quali le scorze che lo rivestono?
Spesso ci rendiamo conto che le cose effimere sono le più necessarie.

L’ordine trappista nacque precisamente nel 1664, quando un monaco volle riportare i costumi corrotti dei cistercensi alla stretta osservanza, nell’abbazia di Trappe, di qui deriva il nome  trappista.

I monaci cistercensi e le birre trappiste

In un primo momento i monaci non producevano birra ma potevano bere solo acqua, per rimanere fedeli alla regola. Solo in un secondo momento iniziarono a produrre la famosa birra trappista.

I monaci producevano birra sia per alimentarsi durante i periodi di digiuno, dal momento che la birra è più sostanziosa dell’acqua e fornisce un maggiore apporto calorico, sia per vendere la birra trappista e trovare i fondi per sostentarsi economicamente.

Ci sono varie birre prodotte nei monasteri ma non tutte sono trappiste. Le trappiste sono contrassegnate  infatti dal simbolo dell’esagono rosso, marchio che vide la luce nel 1997 e che i monaci usano per contraddistinguersi dalle birre industriali.

L’esagono è un simbolo che può avere una pluralità di significati: per il filosofo e matematico greco Pitagora, ad esempio, esso rappresentava la creazione, essendo formato da triangoli incrociati. La scelta quindi è sicuramente non casuale.

L’esagono contrassegna anche altri prodotti delle abbazie trappiste quali formaggi e distillati.

Criteri per la produzione birra trappista certificati

Per quanto riguarda la produzione di birra i criteri sono i seguenti:

– La birra deve essere prodotta all’interno delle mura di un’abbazia trappista, da parte di monaci trappisti o sotto il loro diretto controllo.

– La produzione, la scelta dei processi produttivi e l’orientamento commerciale devono ovviamente dipendere dalla comunità monastica.

– I ricavi della produzione di birra devono essere diretti al sostentamento dei monaci e alla beneficenza ma non al profitto.

I monasteri che producono birra trappista certificati sono 12 in tutto il mondo.

1 in U.S.A.

2 in Olanda

  • Le birre e i formaggi Trappisti, il pane, i biscotti, il cioccolato, il miele e le mermellate di Tilburg – Koningshoeven

(La Trappe) (www.latrappetrappist.com)

1 dall’Austria

1 dall’Italia

(http://www.birratrefontane.it/la-birra/)

6 dal Belgio


Booking.com

 

1 in Francia

  • Le birre Trappiste dell’abbazia Sainte Marie du Mont des Cats (www.abbaye-montdescats.com)

Altri birrifici monatici in italia:

  • Alle porte di Milano, all’interno del Parco agricolo Sud, la nostra Comunità monastica benedettina si è insediata nel 1971 in un tipico cascinale lombardo ristrutturato.
  • Associazione culturale che promuove la valorizzazione dell’Abbazia Benedettina di San Martino delle Scale (Ragusa) Sicilia (https://sites.google.com/site/horabenedictasanmartino/home)
  • Con l’acqua dei Monti Sibillini, nella valle di Norcia, luogo natale di San Benedetto, i monaci birrai producono la Birra Nursia , con aromi di coriandolo e limone. La vendita diretta delle bottiglie (ogni sabato mattina) contribuisce alla ricostruzione dei luoghi colpiti dal terremoto del 2016.
  • Antico Monastero di San Biagio, birra artigianale italiana In Umbria, nel cuore del Parco del monte Subasio 

 

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